Follow:
Vita da mamma

Disoccupazione dopo la maternità: cosa sapere/fare per richiedere la NASpI

disoccupazione dopo la maternità

Disoccupazione dopo la maternità. Indennità di disoccupazione dopo la maternità. NASpI dopo la maternità. Chiamiamola come vogliamo, quello che conta é sapere che una neomamma che per qualsiasi ragione non può continuare a lavorare dopo essere stata in maternità, ha diritto a quella che sul sito INPS viene definita una “prestazione a sostegno del reddito”, purché le sue dimissioni volontarie avvengano entro il primo compleanno del bambino e in presenza dei requisiti richiesti ad ogni lavoratore per ottenerla. Io l’ho scoperto per puro caso, mentre cercavo di reperire in rete informazioni per evitare di incorrere in penalizzazioni economiche una volta comunicata l’intenzione di non rientrare.

Ecco allora cosa c’é da sapere e cosa ho fatto seguendo le indicazioni fornite dalla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) e dal Patronato che ha seguito la mia pratica. Non sono un’esperta in materia, ma forse proprio per questo il racconto della mia esperienza potrebbe essere utile a chi dovesse trovarsi nella stessa situazione. Questo, ovviamente, finché non cambierà la normativa al riguardo.

Disoccupazione dopo la maternità: cosa deve sapere/fare una neomamma che intende lasciare il lavoro.

In primis, bisogna tener presente che come previsto dall’attuale normativa [art. 55, c. 5 – D. Lgs. 151/2001 e s.m.i.], la neomamma non é tenuta a dare alcun preavviso delle sue dimissioni al datore di lavoro; sarà anche di grande aiuto sapere che le dimissioni rassegnate fino al compimento del terzo anno di età della prole sono escluse dalla procedura online introdotta lo scorso marzo, é sufficiente comunicarlo con una lettera alla propria azienda che va convalidata in seguito presso la DTL: qui é necessario presentarsi con la lettera di dimissioni già notificata al datore di lavoro (a mezzo raccomandata A/R oppure controfirmata per ricevuta se la consegna é avvenuta a mano), un documento d’identità ed una busta paga recente, possibilmente entro 30 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, ma anche prima, così come ho fatto io. Qui il funzionario rilascerà un documento in duplice copia, di cui una da recapitare all’ufficio del personale.

Disoccupazione dopo la maternità: cosa fare per richiedere la NASpI.

A questo punto, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, bisogna presentare la domanda di indennità di NASpI, autonomamente o tramite un Patronato. Per evitare errori ho scelto la seconda opzione, mi sono presentata presso l’ufficio più vicino munita di documento d’identità, codice fiscale, buste paga recenti, lettera di dimissioni, convalida delle stesse da parte della DTL, dichiarazioni dei redditi dei due anni precedenti sia mia che di mio marito per la richiesta degli assegni famigliari essendo i bimbi a mio carico ed un modulo timbrato dalla banca con il codice IBAN del mio conto corrente (fornitomi in precedenza dallo stesso Patronato). Fatto ciò, ho effettuato la domanda di attivazione online ai Centri per l’Impiego della mia regione – questa procedura quindi potrebbe variare di regione in regione, é sempre meglio informarsi per tempo.

Infine non resta che aspettare con pazienza, non senza contattare il call center INPS per accorciare i tempi di elaborazione della domanda tramite solleciti alla sede di competenza e, se necessario, recarsi lì di persona previo appuntamento, magari munite di buste paga degli ultimi anni, ché non si sa mai, potrebbero servire (scrivo questo perché il primo versamento, con tanto di arretrati, mi é stato fatto dopo 4 mesi e 8 giorni dalla presentazione della domanda, dopo un numero incalcolabile di telefonate al call center e due appuntamenti in sede).

Related:

Post precedente Post successivo

Nessun commento

Lascia un commento