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Kids Vita da mamma

I bambini devono essere felici (consigli per genitori)

i bambini devono essere felici

I bambini devono essere felici. Non farci felici.

Quanta verità in poche, semplici parole.

“I bambini devono essere felici. Non farci felici…” é anche il titolo del libro firmato dalle pedagogiste Elisabetta Rossini ed  Elena D’Urso pubblicato da Edicart, una raccolta di consigli, immediata e che fa bene al cuore di noi adulti multitasking che viviamo correndo, fatto di piccoli appunti per il quotidiano affinché noi genitori non perdiamo mai di vista quello che dovrebbe essere uno dei punti fermi dell’essere genitore, giorno per giorno: rendere felici i nostri piccoli.

Non é sempre facile ricordarlo. E più crescono più bisogna tenerlo a mente. Perché lo dobbiamo sempre avere chiaro che non sono una nostra proprietà, ma degli adorabili e vivaci  esserini da tenere per mano, da accudire per aiutarli ad affrontare e scoprire il mondo a cui appartengono.

“I bambini devono essere felici. Non farci felici…”.

Delle preziose parole racchiuse fra queste pagine, ve ne voglio raccontare qualcuna, per non dimenticare mai che i bambini devono essere felici.

I bambini possono imparare ad ascoltare solo se prima hanno imparato ad essere ascoltati. E avere l’attenzione di mamma e papà é il modo più bello per imparare ad ascoltare il mondo.

Quando siamo con i nostri bambini, il volume della tv non é mai troppo basso, é sempre il momento di riporre smartphone & co. nell’altra stanza per immergerci nei loro discorsi di piccoli grandi uomini, dando loro l’importanza che meritano, facendo sentireloro che ciò che raccontano é davvero importante.

Un bambino piccolo che dice ‘ho aprito un cassetto’ ci dimostra di aver acquisito un’importanti capacità: dopo aver appreso il linguaggio per imitazione, ora lo costruisce in modo attivo. E questo lo porta ad essere ipercorretto. Questo errore, quindi, é una grande conquista!

Quando tempo fa Noah, intento a fare i suoi primi disegni, mi ha detto “Guarda cosa ho ‘scrivito'”… Ecco, l’ho corretto dicendogli quale fosse la versione giusta, ma la soddisfazione di averlo sentito coniugare un verbo autonomamente é stata grandissima.

L’infanzia é fatta di conquiste. Ciò di cui un bambino ha bisogno é una guida, non un giudice.

Non é sempre così semplice non giudicare, perché noi in primis siamo fatti di sentimenti ed emozioni, spesso siamo sopraffatti dalla stanchezza che fa scappare la pazienza, impedendoci così di fermarci a guardare ciò che ci circonda con i loro occhi carichi di stupore e curiosità, impedendoci di capirli, fino a condurci laddove non si dovrebbe mai arrivare, ad irritarci, ad arrabbiarci, ad urlare perché si comportano diversamente da come vorremmo noi. Ma loro non devono agire esattamente come desideriamo, né agire per rendere felici noi, devono seguire il loro modo di essere con la nostra guida per poter imparare a farlo al meglio, guida che deve essere fatta su misura per loro, perché ogni bambino é unico e speciale e per questo non può in alcun modo essere giudicato.

Se ti dico che ho sentito un cagnolino parlare, non dirmi che non é vero. Chiedimi cosa mi ha detto.

Poi quando giocano con le nuvole, ne vedono le forme, facciamolo con loro. Quando ci stanno servendo del gelato, assaggiamolo. Quando fanno la pausa caffé, prendiamoci con loro quel tempo.

Un prezioso regalo che possiamo fare a un bambino: essere disposti non solo a insegnare a lui, ma anche ad imparare da lui. Perché una delle cose che un bambino ci può insegnare é essere proprio la mamma ed il papà adatti per lui.

C’é bisogno di aggiungere altro?

La nostra felicità, insomma, deve scaturire dal vedere la loro, attraverso le piccole cose di tutti i giorni.

E leggendo i promemoria di Elisabetta Rossini ed Elena D’Urso non sembra nemmeno così complicato pensare di riuscire ad adempiere ai nostri doveri, ma é importante vederli messi nero su bianco perché in questo modo perderli di vista diventa più improbabile. Perché a leggerli, ci si accorge subito che sono cose che si portano dentro, ma che dentro di noi non devono restare bensì diventare parte della vita di tutti i giorni, e lì sta la difficoltà.

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