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Lettera ad un’amica malata. La scrivo a te, nonostante tutto

lettera ad un'amica malata

Cara S.,
Questa lettera é per te, anche se so che non la leggerai. L’ho scritta perché ho sentito subito il bisogno di mettere nero su bianco questa “Lettera ad un’amica malata”, indirizzata proprio te che sei malata, quando ho avuto la conferma che sì, tu hai un brutto male. Che eri proprio tu quella ragazza che mia sorella ha incrociato poco più di un mese fa con un foulard in testa perché i capelli non li hai più. Che la speranza che fosse qualcos’altro (in fondo tu si sempre sofferto di alopecia, no?) a cui ci siamo aggrappate io e G. senza crederci troppo, in queste ultime settimane, è svanita quando mi hanno confermato che hai un tumore. Altro che alopecia, un macigno.

Lettera ad un’amica malata. Perché scoprire la tua malattia é stato un fulmine a ciel sereno.

Nonostante non ci siamo più viste da quando mi hai fatto da testimone quattro anni fa, fatta eccezione per pochi incontri casuali in paese. Perché in fondo tu sei fatta così, dopo più di 20 anni di amicizia io, così come G. ed M. ci abbiamo rinunciato a rincorrerti. Ma sarebbe ben diverso non essere più in contatto e provare rabbia perché il tuo comportamento non é stato dei migliori. Sparire, offendersi per non si sa cosa, avercela con tutti perché nessuno ti capisce. Avresti dovuto essere una delle zie di Noah è Niccolò e invece nemmeno ti conoscono. É ottobre e tu dovresti iniziare a chiedermi incessantemente “Cosa mi regali?”, perché il 22 sarà il tuo compleanno. Invece intorno al tuo compleanno c’é solo silenzio, che alla luce della verità é il più assordante dei silenzi.

Lettera ad un’amica malata. Perché nonostante tutto adesso sei un pensiero fisso.

Allora sparisce tutto. E quasi diventi un pensiero fisso. Questo maledetto male dove é spuntato? Ne sei uscita? Come stai? E la chemio? Tu la chemio la dovevi fare come Samantha di Sex and the City (in fondo, di noi cinque, tu eri proprio lei), con accanto me, G., J. e M., tutti intenti a spettegolare. Naturalmente anche con il suo stesso esito: uscirne pulita. E più forte di prima.

Invece non ho la minima idea di come comportarmi. Perché devo sapere. Ma a chi posso chiedere? Vorrei scriverti. Ma sarà o no una buona idea? Se non ti fai sentire vuol dire che per te va bene così, lo so che ormai siamo come treni che viaggiano su binari ben distinti, ma penso anche che potrebbe farti piacere sapere che ti siamo vicini nonostante tutto, che questa tua battaglia é anche un po’ la nostra. Che saperlo possa aiutarti ad andare avanti con grinta per vivere la tua vita con D., mentre ogni giorno vai al lavoro, quello che hai scelto ed hai avuto la fortuna di riuscire a trovare.

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