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Parigi un anno dopo gli attentati nella mia città del cuore

parigi un anno dopo

Parigi un anno dopo.
O meglio, non ancora. Perché un anno fa, più o meno a quest’ora, nella capitale francese 130 persone si svegliavano per l’ultima volta, facevano la loro ultima colazione, si apprestavano a fare il tragitto casa-ufficio con il buonumore di chi va al lavoro il venerdì mattina, sapendo che dopo poco più di una manciata di ore sarebbe arrivata la libertà del week end per staccare dalla routine infrasettimanale, ma per l’ultima volta purtroppo. C’era chi aveva in programma una cena fuori, chi un concerto al Bataclan per concludere la giornata. Insomma quel venerdì di novembre era un venerdì qualunque che stava per anticipare un fine settimana qualunque. Chi lo avrebbe immaginato invece che la vita di quelle persone sarebbe finita bruscamente a fine giornata per mano del terrorismo?
Sono 130 vite che non valevano né più né meno di quelle spezzate in Siria dalla guerra negli ultimi 5 anni, di quelle spezzate ad Istanbul, Bruxelles, Dacca, Nizza… Devo andare avanti?

Parigi un anno dopo gli attentati nella mia città del cuore.

É che Parigi é la mia città del cuore e ritrovarmi a letto a leggere le prime tragiche notizie a tarda sera, poi il susseguirsi di informazioni il giorno dopo campeggiare anche sulla carta stampata, é stato un colpo mica da poco. Non perché, lo ripeto, consideri tutti gli altri meno importanti (e ci mancherebbe), é che inevitabilmente quando c’é un legame affettivo, quando si va sul personale, si soffre di più: siamo umani, giusto?

Parigi un anno dopo gli attentati che hanno sconvolto la nostra quotidianità.

Poi diciamolo, quelli di Parigi sono stati attentati che hanno spiazzato, che ci hanno catapultati in quel medio oriente in cui la quotidianità dei civili é costellata di attentati del genere, mentre noi,  avendo la grande fortuna di essere nati dalla parte giusta del pianeta, non ci eravamo proprio abituati, li abbiamo sempre considerati lontani da noi.

Poi é arrivato il 13 Novembre 2015.

Per Parigi non ci sarà mai fine e i ricordi di chi ci ha vissuto differiscono tutti gli uni dagli altri. Si finiva sempre per tornarci, a Parigi, chiunque fossimo, comunque essa fosse cambiata o quali che fossero le difficoltà, o la facilità con la quale si poteva raggiungerla. Parigi ne valeva sempre la pena e qualsiasi dono tu le portassi tu ne ricevevi qualcosa in cambio. -Ernst Hemingway-

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